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Manovra 2025, nuove detrazioni fiscali: chi avrà più sconti e chi meno. Ecco cosa cambia con le tre fasce di reddito #finsubito prestito immediato


Il governo ha trovato un modo per raccogliere risorse per la Manovra, mantenendo la facciata: non aumentare le tasse ma ridurre gli sconti fiscali. Il taglio totale di circa un miliardo colpirà soprattutto single e coppie senza figli. Ecco come funzionano le nuove fasce di reddito anche in base al numero di figli

Per finanziare la Manovra 2025, il governo Meloni ha introdotto modifiche significative al sistema delle detrazioni fiscali con l’obiettivo di ottenere risparmi pari a un miliardo di euro. Queste modifiche, che riducono le agevolazioni fiscali pur mantenendo l’apparenza di non aumentare le tasse, penalizzeranno in particolare i single e le coppie senza figli, mentre le famiglie numerose beneficeranno di un regime più favorevole. Ecco come funzionano le nuove fasce di reddito e il numero di figli.

Nuove regole per le detrazioni fiscali: ecco cosa cambia

A partire dal 2025, le detrazioni saranno suddivise in tre fasce di reddito, ognuna con un tetto massimo per le spese detraibili:

  • Fino a 50 mila euro: gli utenti potranno detrarre l’8% delle spese, fino a un massimo di 4 mila euro.
  • Tra 50 e 100 mila euro: in questa fascia, il tetto si abbassa al 6%, permettendo di detrarre fino a 4.500 euro.
  • Oltre 100 mila euro: per i redditi più alti, la percentuale scende al 4%, con un massimo di 4.800 euro.

Le spese detraibili includeranno le spese mediche, gli interessi passivi sui mutui e le spese per ristrutturazioni edilizie, soggette alle aliquote previste dalla legge (19% per spese sanitarie e farmaceutiche; 50% e 36% per le ristrutturazioni, a seconda del tipo di intervento). Ma adesso si aggiunge un tetto in rapporto al reddito e ai carichi familiari che porteranno a una significativa penalizzazione per molti contribuenti. Le deduzioni, invece, rimarranno intatte, come quelle per i contributi previdenziali e assistenziali, le colf e gli assegni al coniuge dopo il divorzio.

Ma chi avrà meno sconti fiscali? Chi ha un reddito superiore ai 50 mila euro subirà un calo delle detrazioni, con una penalizzazione massima per i single con redditi oltre i 100 mila euro. Al contrario, i contribuenti con più di tre figli e redditi inferiori a 50 mila euro beneficeranno di sgravi maggiori.

Impatto sulle detrazioni: ecco chi ci rimetterà e chi ne trarrà vantaggio

Il Corriere della Sera offre una panoramica dettagliata, attraverso simulazioni, sull’impatto che i tagli alle detrazioni previsti dalla Manovra avranno sulle diverse categorie di contribuenti. Ipotizziamo che un single con un reddito di 50 mila euro ristrutturi la sua prima casa. Fino ad oggi, avrebbe potuto detrarre il 50% della spesa sostenuta fino a un massimo di 96mila euro in 10 anni, arrivando a 4.800 euro all’anno. Con le nuove regole, il tetto delle spese detraibili sarà limitato a 4mila euro all’anno. Se scegliesse di utilizzare solo le spese per la ristrutturazione, potrebbe detrarre al massimo il 50% di 4mila euro, ovvero 2mila euro, perdendo così 2.800 euro rispetto al sistema attuale.

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Se invece un nucleo familiare con tre figli ha lo stesso reddito di 50 mila euro, il tetto delle spese detraibili raddoppia, consentendo di detrarre fino a 8mila euro.

Nella fascia di reddito compresa tra 50 mila e 100 mila euro, il contribuente con un imponibile di 75 mila euro potrà applicare un tetto del 6%, ottenendo così un massimo di 4.500 euro di spese detraibili. Per chi guadagna oltre 100 mila euro, come un single con un reddito di 120 mila euro, il tetto si abbasserebbe al 4%, con un massimo di 4.800 euro di detrazioni. Anche in questo caso, la modifica del sistema avrà un impatto significativo sulla capacità di detrazione.

Taglio detrazioni: nessun effetto retroattivo

Il nuovo sistema entrerà in vigore nel 2025 e non avrà effetto retroattivo. Ciò significa che le detrazioni fiscali vanno in dichiarazione dal 2026 e le spese già sostenute non saranno soggette ai nuovi limiti. Ad esempio, i bonifici per ristrutturazioni effettuate nel 2024 continueranno a seguire il consueto regime di detrazione, spalmato su dieci anni al 50%, senza essere influenzati dalle nuove soglie. Lo stesso principio si applicherà agli interessi passivi sui mutui, a meno che il governo non fornisca ulteriori chiarimenti.



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